Dopo la nostra guida su quando chiamare l’ambulanza, oggi affrontiamo un aspetto altrettanto importante: cosa fare in attesa che arrivi l’ambulanza. Questi, sono momenti in cui l’ansia e il panico possono prendere il sopravvento, per questo motivo sapere esattamente come comportarsi può fare una grande differenza.
Hai già fatto la tua parte contattando i soccorsi tramite il 112, ma adesso ti chiedi: come posso aiutare chi ha bisogno mentre l’ambulanza è in arrivo? Spesso, per paura o troppa sicurezza si rischia di si rischia di fare la scelta sbagliata con interventi improvvisati o, peggio, di non fare nulla. In realtà, quando si è incerti, è meglio evitare di fare qualunque cosa piuttosto che improvvisarsi soccorritori e rischiare di peggiorare la condizione del malcapitato.
In questa guida pratica, ti forniremo istruzioni chiare e semplici su come gestire al meglio l’attesa dei soccorsi. Scoprirai come mantenere la calma, mettere in sicurezza la persona e controllarne le condizioni, le tecniche base di pronto soccorso e come collaborare efficacemente con i soccorritori quando arriveranno.
Cosa Fare in Attesa dell’Ambulanza: Guida Pratica

Prima di tutto, metti in sicurezza sia il paziente sia l’ambiente circostante. Questo significa rimuovere eventuali pericoli e assicurarti che la persona si trovi in una posizione che non peggiori le sue condizioni.
Successivamente, se ne hai la possibilità, controlla le funzioni vitali del paziente, verificando se respira e se il battito cardiaco è presente. È importante anche evitare di somministrare cibo, bevande o farmaci, a meno che non sia stato espressamente richiesto dall’operatore del 118.
Infine, prepara l’ambiente per facilitare l’arrivo dei soccorsi: apri porte e cancelli, libera eventuali passaggi e rendi accessibile il luogo in cui si trova il paziente. Questo renderà l’intervento dei soccorritori più rapido ed efficiente.
Ora approfondiremo ciascuna di queste fasi per capire meglio come comportarsi in attesa dell’ambulanza.
In Attesa dei Soccorsi Mettere in Sicurezza il Paziente
Quando ti trovi in una situazione di emergenza bisogna valutare attentamente l’ambiente in cui si trova il paziente. In molte circostanze, il contesto stesso può rappresentare un pericolo, e la priorità deve essere quella di ridurre o eliminare tali rischi. Ad esempio, in caso di incidente stradale, è essenziale mettere il paziente al riparo dal traffico, segnalando l’emergenza con triangoli o luci di sicurezza e, se possibile, indossando un giubbotto catarifrangente per renderti visibile agli altri automobilisti. L’obiettivo è evitare ulteriori incidenti e garantire la sicurezza del paziente fino all’arrivo dei soccorsi.
La posizione della persona ferita è un altro aspetto da considerare, che dipende dalle sue condizioni. Ricorda che spostare una persona ferita è consigliato solo in situazioni di estremo pericolo, come in caso di rischio di incendio o di esplosione. Se non ci sono minacce immediate, è sempre meglio lasciarla nella posizione in cui si trova, evitando di peggiorare eventuali traumi o lesioni interne.
Un aspetto spesso trascurato, ma altrettanto importante, è fornire un supporto emotivo. Se tu stesso non riesci a mantenere la calma, sarà difficile rassicurare il paziente, il che potrebbe aggravarne lo stato emotivo e fisico. Parla con un tono rassicurante, fermo e tranquillo, cercando di trasmettere serenità. Anche se la persona non è completamente cosciente, la tua voce può avere un effetto calmante. Frasi come “Va tutto bene, i soccorsi stanno arrivando” o “Sono qui con te, stai tranquillo” possono aiutare a ridurre l’ansia. Se il paziente tenta di muoversi, incoraggialo gentilmente a restare fermo fino all’arrivo dei soccorritori, spiegandogli che rimanere immobile è la cosa migliore per evitare ulteriori danni.
Inoltre, a seconda dell’ambiente in cui ti trovi, potrebbero essere necessarie ulteriori accortezze. Se sei all’aperto in una situazione di freddo, copri il paziente con una coperta o degli indumenti per prevenire l’ipotermia, avendo cura di lasciare il viso scoperto, soprattutto se la persona ha difficoltà a respirare. Al contrario, in un ambiente molto caldo, cerca di proteggere il paziente dal sole, spostandolo all’ombra o creando riparo con oggetti a disposizione, come giacche o borse, per evitare un colpo di calore.
Controllare le Funzioni Vitali del Paziente

Per controllare la respirazione, puoi seguire tre semplici passaggi:
- Guarda se il torace si solleva.
- Ascolta eventuali suoni di respirazione.
- Senti il flusso d’aria che esce dalla bocca o dal naso, avvicinando la guancia.
Se sai come fare, puoi anche verificare la presenza del battito cardiaco controllando il polso carotideo, situato sul collo, o il polso radiale, sul polso. Questo passaggio richiede una certa pratica, quindi se non ti senti sicuro, concentrati sulla respirazione.
Dedica circa 10-15 secondi a questa valutazione. Se la persona non respira, o se respira in modo anomalo (ad esempio con respiro affannoso o “gasping”), è fondamentale iniziare immediatamente le manovre di rianimazione con la RCP (Rianimazione Cardiopolmonare). Mantieni la calma, segui queste semplici indicazioni e preparati ad agire se necessario.
Cosa fare in attesa dell’ambulanza in caso di arresto cardiaco?
Se ti trovi di fronte a una persona che non respira, potrebbe essere in arresto cardiaco e agire tempestivamente è fondamentale per aumentarne le possibilità di sopravvivenza. In questo caso, la prima cosa da fare è iniziare immediatamente la RCP (Rianimazione Cardiopolmonare). La tecnica standard prevede di alternare 30 compressioni toraciche a 2 insufflazioni (respirazione bocca a bocca), ma solo se hai ricevuto una formazione adeguata. Se non sei addestrato a fare la respirazione assistita, limita l’intervento alle compressioni toraciche, eseguendole con ritmo e forza costanti fino all’arrivo dell’ambulanza.
Un ulteriore strumento fondamentale in questi casi è il DAE (Defibrillatore Automatico Esterno), disponibile su tutto il territorio nazionale. Questo dispositivo, utilizzato nei primi minuti dopo un arresto cardiaco, può aumentare le probabilità di sopravvivenza fino al 70%. I defibrillatori sono progettati per essere semplici da usare, con istruzioni vocali e visive che guidano anche chi non ha formazione medica.
È importante sapere che, in Italia, la Legge 116/2021 stabilisce che “l’uso del defibrillatore semiautomatico o automatico è consentito anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardiopolmonare.” Questo significa che solo se hai ricevuto una formazione specifica, sei autorizzato a usare un defibrillatore.
Il Decreto Balduzzi impone la presenza obbligatoria di defibrillatori in vari luoghi pubblici e privati, come società sportive, stazioni ferroviarie e della metropolitana, centri commerciali, aziende e persino condomini.
Cosa Non Fare in Attesa dell’Ambulanza
Non è sufficiente sapere cosa fare mentre aspetti l’arrivo di un’ambulanza; altrettanto importante è conoscere cosa NON fare. Troppo spesso, nella concitazione del momento, si rischia di improvvisare interventi che, anziché aiutare, possono peggiorare lo stato della persona in difficoltà.
Ad esempio, spostare o cambiare posizione alla persona ferita può sembrare una buona idea, ma potrebbe invece aggravare lesioni non visibili, specialmente in caso di traumi o sospetti danni alla colonna vertebrale. Anche se la tua intenzione è quella di aiutare, qualsiasi movimento azzardato potrebbe complicare la situazione.
È altrettanto importante non dare né cibo né bevande alla persona. Anche se sembra cosciente, un’improvvisa perdita di coscienza o problemi respiratori potrebbero trasformare un sorso d’acqua o un boccone in un rischio di soffocamento. Allo stesso modo, somministrare farmaci potrebbe interferire con il trattamento che i medici devono eseguire una volta arrivati, rendendo più difficile la loro diagnosi o compromettendo il loro intervento.
Un altro aspetto importante è mantenere la calma. Lasciarsi prendere dal panico non solo peggiora il proprio stato emotivo, ma può trasmettere agitazione anche al ferito, aggravando la situazione. Al contrario, cerca di rimanere lucido e rassicura chi ha bisogno di aiuto. In ogni caso, mantenere la calma non significa agire autonomamente. Non dovresti mai eseguire manovre o interventi di tua iniziativa, a meno che non ti siano stati indicati specificamente dagli operatori della centrale operativa. Improvvisare potrebbe causare danni maggiori, soprattutto se non hai una preparazione adeguata.
Infine, non bisogna mai lasciare sola la persona in attesa dell’ambulanza, anche se appare stabile. Le sue condizioni potrebbero peggiorare all’improvviso e la tua presenza può essere fondamentale, sia per rassicurare emotivamente, sia per intervenire prontamente se le condizioni dovessero cambiare.
Il miglior modo di agire in queste situazioni è mantenere il controllo, seguire le indicazioni ricevute durante la chiamata ai soccorsi e non fare nulla che possa complicare l’intervento degli operatori sanitari.
Non Muovere la Persona, Salvo in Casi di Estremo Pericolo

Se però ti trovi in una situazione estrema e sei costretto a farlo per mettere la persona in sicurezza, ecco le posizioni corrette da adottare per ridurre il rischio di ulteriori danni:
- Posizione supina (sdraiato sulla schiena): Se la persona è cosciente e non presenta evidenti ferite alla testa, al collo o alla schiena, la posizione supina è generalmente sicura. Posizionala con cura su una superficie piana e confortevole, evitando movimenti bruschi. Questo permetterà al corpo di restare stabile e ridurre il rischio di complicazioni.
- Posizione laterale di sicurezza: Se la persona è incosciente ma respira normalmente, e non sospetti lesioni alla colonna vertebrale, la posizione laterale di sicurezza è la scelta migliore. Questo accorgimento previene il rischio di soffocamento in caso di vomito o rilascio di liquidi. Dovrai girare delicatamente la persona su un fianco, portare il braccio superiore davanti al corpo per stabilizzare la posizione, piega la gamba superiore per mantenere il corpo stabile; Inclina la testa leggermente all’indietro per assicurarti che le vie aeree rimangano aperte.
- Posizione semi-seduta: Se la persona ha difficoltà a respirare o sospetti un infarto, la posizione semi-seduta può aiutarla a respirare meglio. Appoggia la persona contro una parete o usa cuscini per tenerla leggermente sollevata. Evita di farla sdraiare completamente, a meno che non ci siano altre indicazioni specifiche.
Ricorda: ogni movimento dev’essere fatto con estrema cautela. La priorità è sempre la sicurezza del paziente fino all’arrivo dei soccorsi.













